BONUS FINO AL 60%

Franceschini: istituiamo un ‘superbonus’ per il restauro delle facciate

Per due anni bonus fiscale superiore al 60% per fare più belle le città e le periferie e dare lavoro alle imprese

Questa l’idea che il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha lanciato nel corso del convegno "Le Pmi e la sfida della qualità - un'economia a misura d'Italia", organizzato da Symbola e dalla Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media impresa (Cna). Franceschini ha infatti dichiarato: "Ora si apriranno le discussioni per la ripartizione del tesoretto e proporrò al governo ed al Parlamento un bonus 'facciate'. Sull'esempio di ciò che ha realizzato il ministro Andrè Malraux, che ha cambiato il volto di molte città della Francia, penso a un bonus fiscale molto più forte del 55-60% per tutti, privati, condomini e case singole, che vogliano rimettere a posto le facciate delle proprie case e palazzi”.   “Un incentivo con un arco temporale limitato di due anni, che permetterebbe di prendere più piccioni con una fava: fare le nostre città e periferie più belle a spese dei privati ed a tutto vantaggio dell'economia e della piccola e media impresa". La proposta nasce sulla scia del tax credit per il cinema , dell’art bonus e del tax credit del 30% per le strutture turistiche che effettuano interventi di ristrutturazione, ammodernamento e digitalizzazione. La proposta si aggiungerebbe inoltre ai successi avuti con il bonus 50% sulle ristrutturazioni e l'ecobonus 65% per la riqualificazione energetica. "Ho sempre detto che per favorire lo sviluppo la strada migliore è iniziare dalle piccole e medie opere che possono in tempi brevi dare occupazione; la proposta di Franceschini va esattamente in questa direzione e potrà dare un impulso concreto alla ripresa economica. Spero quindi che una proposta che coniuga sviluppo e bellezza si possa tramutare in realtà" ha concluso Pisapia.   “Per modificare e modernizzare il modello di sviluppo servono risorse pubbliche e private. Servono tante condizioni che non ci sono. Ma quello che più serve per fare dell’Italia un Paese innovativo, moderno, aperto al mondo, competitivo e orientato alla qualità”, ha concluso Silvestrini.    Al convegno è stata presentata anche un’indagine sulle PMI italiane che dimostra, per il presidente della Cna, Daniele Vaccarino, “che la qualità è una caratteristica innata del Paese, fortemente presente anche e soprattutto nel nostro sistema economico, costituito per la gran parte da Pmi. Una caratteristica che emerge con forza nel binomio territorio-patrimonio artistico e culturale, un binomio che può costituire un volano per lo sviluppo di molte attività economiche”.   “Per valorizzare questo binomio, è necessario puntare sulla qualità; delle infrastrutture, materiali e immateriali, del territorio e delle città. Estrema importanza, in tale ambito, riveste la riqualificazione urbana, mirata a far tornare le città poli di attrazione anche economica. Le risorse sempre più ridotte obbligano a disegnare una strategia strutturata di riqualificazione complessiva del Paese, evitando gli interventi spot e scollegati del passato, ha concluso Vaccarino.

Si può superare la crisi che l’Italia sta attraversando “scommettendo sulle cose che rendono il nostro Paese unico: cultura, creatività, ingegno, saperi tradizionali, ricerca.  Quando l’Italia fa l’Italia, investendo in innovazione, qualità, bellezza e in green economy, è un Paese in grado di competere sui mercati globali”.

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