E’ in arrivo il Sisma Bonus: tutte le novità da sapere!

Dopo mille vicissitudini parlamentari, finalmente ci siamo: con la nuova legge di bilancio è stato introdotto il “sisma bonus” mediante il quale sarà possibile, sino al 2021, detrarre una percentuale dei costi affrontati per la messa in sicurezza sismica degli edifici (attraverso interventi di miglioramento sismico o addirittura adeguamento in taluni casi) fino al raggiungimento di una prestabilita cifra massima.

terremoto1

La detrazione prevista è del 50% (su una spesa massima di 96mila euro) che potranno usufruire i proprietari di edifici situati nelle cosiddette zone 1 e 2, cioè quelle classificate come ad “altissima o alta pericolosità sismica”.

La misura potrebbe interessare circa 21,8 milioni di italiani e circa 5,2 milioni di immobili, con una spesa di che dai 300 milioni di euro del 2015, potrebbe arrivare a 1,6 miliardi di euro.

La detrazione  spetterà anche agli edifici collocati in zona 3, a medio rischio sismico e comporterà agevolazioni proporzionate all’efficacia della misura adottata: si potrà detrarre fino al 70% se l’intervento antisismico determina il passaggio ad una classe inferiore di rischio, oppure fino all’80% per la riduzione di 2 classi di rischio.

Per quanto riguarda i condomini, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per gli interventi di riduzione del rischio sismico effettuati sulle parti comuni dei condomini e sull’intero edificio, che portano ad una classe inferiore spetta una detrazione del 75%, mentre per il passaggio a due classi inferiori si avrà una detrazione del 85%, per un limite massimo di 96.000 euro.

terremoto2

Un’ultima cosa da ricordare è che il sisma bonus è fruibile a partire dal 1° gennaio 2017 fino alla fine del 2021, che è valido sia per i condomini che per le abitazioni singole e le attività produttive e si può detrarre dall’irpef, e quindi recuperare, in 5 anni anziché in 10.

Ma come si determina la classe di rischio sismico della propria casa?

Mancava un tassello fondamentale della normativa, cioè delle linee guida per la classificazione sismica, senza le quali sarebbe stato impossibile classificare la propria abitazione. Proprio in questi giorni il consiglio superiore dei lavori pubblici ha approvato all’unanimità ‘Le linee guida per la classificazione sismica delle costruzioni’ che i professionisti dovranno seguire per valutare la sicurezza degli immobili prima e dopo gli interventi di adeguamento antisismico. Il documento è stato adottato il 1 marzo, scadenza prevista dalla legge di Stabilità 2017, con un decreto del ministero delle Infrastrutture.

terremoto3

Quante sono le classi di rischio sismico?

Le classi di rischio sismico degli immobili saranno otto. Il documento fornisce le indicazioni a cui i professionisti dovranno attenersi per determinare le classi e certificare il miglioramento ottenuto dopo un intervento antisismico.

Le fasi saranno essenzialmente tre: diagnosi dell’immobile, progettazione dell’intervento di messa in sicurezza e misurazione del nuovo livello di rischio.

Con il sisma bonus e con i complessi lavori di ricostruzione delle aree colpite dal terremoto degli ultimi mesi, saranno coinvolti in modo massiccio i vari professionisti del settore edile, come architetti, ingegneri e geologi che dovranno necessariamente essere iscritti in elenchi speciali per poter certificare il proprio intervento antisismico.

(fonte: guidafiscale, green building, meteoweb).

Lascia un commento